Fiumi e corsi d’acqua forniscono importanti servizi ecosistemici sia all’ambiente che alla società umana, in quanto sono responsabili della fornitura, della regolamentazione, del supporto e dei servizi culturali. Gli ecosistemi di acqua dolce possono fornire acqua per scopi di approvvigionamento e di risanamento, usi industriali e agricoli, produzione di energia idroelettrica rinnovabile, attività ricreative ed ecoturismo. Allo stesso tempo, sono essenziali per sostenere le piante fluviali, gli animali e i microrganismi, la regolazione dell’acqua e dell’erosione e la purificazione del suolo.
La maggior parte dei grandi fiumi sono formati da molti affluenti che forniscono acqua, biodiversità e componenti ecologici. Allo stesso tempo, mentre scorrono nel corso principale, possono anche introdurre contaminanti, rifiuti e inquinamento industriale. Per questo motivo, quando nasce una nuova campagna di pulizia e di sensibilizzazione, che coinvolge sia il mainstem che gli affluenti, è fondamentale.
Il fiume Po con le sue golene è una grande risorsa ecosistemica ed economica per la popolazione italiana, ma oggi vediamo spesso questo gioiello naturalistico rovinato dai rifiuti, dall’inquinamento industriale e dall’antropizzazione. Rendere le persone consapevoli con la partecipazione diretta è la soluzione migliore per combattere questo crescente abbandono.
Con questo scopo nel 2018 nasce il progetto Life VisPO – Iniziativa di volontariato per un Po sostenibile: 215 volontari di età compresa tra i 18 e i 30 anni, per 3 anni si occuperanno di azioni di pulizia e valorizzazione del territorio padano e dei suoi affluenti in Piemonte. Ogni volontario riceverà una formazione specifica e parteciperà attivamente a tutte le attività previste dal progetto.
In Piemonte sono state individuate 12 macroaree che coprono 40 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), per lo più situati nei territori degli affluenti del Po. I Siti di Importanza Comunitaria (SIC), con Zone di Protezione Speciale (ZPS), fanno parte di Natura 2000, una rete ecologica di aree protette per la conservazione delle specie e degli habitat minacciati, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE.

Azioni di pulizia mirate e campagne di sensibilizzazione sono previste in tutte le 12 aree.
Le stesse attività si svolgeranno in Ungheria, in un SIC situato sulla riva del Danubio: le aree Duna-Ipoly NP. Lì, 35 volontari saranno coinvolti per ripetere le stesse azioni previste per il fiume Po. Nel giugno 2019 alcuni volontari italiani si sono recati in Ungheria, dove hanno partecipato ad alcune azioni di volontariato e dove si sono accampati sulle rive del Danubio.
Le attività sono state suddivise in quattro categorie principali di buone pratiche:
attività di pulizia dell’ecosistema naturale;
monitoraggio dello stato della flora e della fauna e raccolta di dati;
combinazione di iniziative sportive con la sostenibilità/protezione ambientale;
sensibilizzazione del pubblico.
Il primo gruppo comprende azioni di pulizia mirate che coinvolgono privati cittadini, volontari del CES e membri di organizzazioni locali. Queste azioni sono realizzate sulle rive del fiume Po e di altri corpi idrici collegati al Po. Questo gruppo comprende anche attività di raccolta della plastica.
Il secondo gruppo di buone pratiche si riferisce al monitoraggio dello stato dei diversi corpi idrici, in particolare dei laghi, ed eventualmente all’identificazione e localizzazione di specie aliene. In questo caso sono per lo più coinvolti volontari ed esperti formati.
Il terzo e il quarto gruppo di buone pratiche comprende attività che possono aumentare la percezione e la consapevolezza delle persone sull’importanza di ambienti fluviali sani per scopi culturali e ricreativi.

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Best Practices Manual